Mercoledì 24 giugno dalle ore 20:00, la Bottega Giusto Scambio Altromercato in Via Mazzini 12 a Imola ti aspetta per un evento speciale dedicato alla moda equa e sostenibile. In occasione di Imola di Mercoledì, presenteremo il progetto LOOM: sciarpe e bigiotteria in seta realizzate in Vietnam da artigiane di comunità rurali, oltre ai nuovi sandali e borse dalla Palestina, simbolo di resilienza e artigianato etico.
Vieni a scoprire come la moda può essere etica, solidale e bellissima: un’occasione unica per toccare con mano i prodotti, conoscere le storie dietro ogni creazione e portarsi a casa un pezzo di sostenibilità.
Torna il festival Rivestiti – La moda di fare un’altra economia, organizzato dall’associazione Terra Equa. Tradizionalmente si svolgeva a Palazzo Re Enzo ma per motivi che tutti sappiamo quest’anno non è stato possibile incontrarsi dal vivo.
Per non rinunciare all’iniziativa, abbiamo preparato una fiera Online sul sito di Rivestiti. L’associazione San Cassiano è tra i promotori di questa iniziativa e riteniamo che sia un’occasione per conoscere produttori e avere alternative alla fast fashion.
Molto spesso infatti quando ci troviamo nella necessità di comprare un nuovo capo di abbigliamento la scelta ricade sulle catene pubblicizzate e conosciute. Questa è l’occasione per conoscere produttori alternativi e comprendere davvero il prezzo dei nostri capi e chi sono gli attori nella filiera.
Sono previsti 50 espositori e tantissimi interventi interessanti tra cui:
Che fatica organizzare qualcosa, ma ne vale sempre la pena, specialmente quando le persone sono così attive è partecipi. Grazie a Terra Equa Imola abbiamo rafforzato legami e scoperto alternative possibili ad una moda di sfruttamento e inquinamento
Riverblue
A guardare certi documentari vieni l’amaro in bocca. Non si capisce come sia possibile essere arrivati a tali livelli di inquinamento per colpa della industria della moda. La visione di Riverblue è stato un momento toccante per spingerci a fare qualcosa di più (se te lo sei perso puoi acquistarlo qui per una sciocchezza) Però non deve essere pessimistico il messaggio trasmesso, altrimenti ci sentiamo inutili e impotenti di fronte a qualcosa che in realtà può cambiare e migliorare..
Le alternative
Per non farci scoraggiare, diamo un’occhio a quelle che sono le alternative che abbiamo allo sfruttamento indiscriminato delle risorse. Abbiamo ospitato i ragazzi di Etico, che con il loro progetto diffondo gli abiti di progetto Quid e le Malefatte, abbiamo ospitato Serena Baldini che ci ha illustrato con Peace Steps come un sandalo possa essere uno strumento di indipendenza economica in una parte del mondo abbruttita da una insensata guerra territoriale.
Forse il capo di abbigliamento che più si sfrutta nella
bella (sperando che arrivi stagione) è la maglietta. I bottega a breve saranno
presenti nuove magliette che arrivano dal commercio equo e solidale
Pensieri al Vento
E’ la linea di abbigliamento 100% equosolidale a doppia firma, nata dalla collaborazione di due cooperative di Commercio Equo e Solidale: altraQualità e Pace e Sviluppo (4passi.org) Le T-shirts in cotone bio (certificato GOTS) e Fairtrade sono prodotte e stampate da Armstrong Knitting Mills – India, una organizzazione con elevati standard sociali e ambientali. Le maglie sono in 100% cotone Bio e Fair Trade.
O’PRESS
E’ un progetto di economia carceraria da cui nasce la collezione ‘Canzoni Oltre le Sbarre’ una linea 100% etica di T-shirt dedicata alla muisica di grandi Cantautori italiani.
Le T-shirt provengono dal circuito del commercio equo e solidale e la serigrafia è realizzata in Carcere, dai detenuti della V Sezione di Alta sicurezza della Casa Circondariale di Genova-Marassi, all’interno di un progetto che consente ai detenuti di essere socialmente attivi.
Con l’esperienza che ha maturato nel tempo questo progetto è aumentata e migliorata la capacità di produzione e la qualità. La Collezione 2019 presenta una nuova e impegnativa sfida: la stampa serigrafica in quadricromia. Una tecnica che richiede competenza, passione, grande attenzione e cura. In bottega troverete t-shirt della nuova linea ПРАВО, ispirate alle grafiche russe della prima metà del ‘900.
Come avrete letto dalle anticipazioni su Facebook, finalmente la prossima settimana porteremo ad Imola un’estratto dell’esperienza che i nostri volontari hanno fatto a Rivestiti lo scorso aprile.
Qui potete trovare il link all’evento, ma intanto vediamo in dettaglio il programma dell’evento
Riverblue
Mercoledì 8 maggio presso la Sala Acli Libera Terra (Via Emilia 69, Imola) si terrà una piccola proiezione del documentario Riverblue. E’ un documentario canadese che segue il lavoro di Mark Angelo, attivista statunitense che si batte per la conservazione dei fiumi. Fa strano pensare che sia proprio il settore della moda, così effimera e passeggera, sia il principale responsabile dell’inquinamento delle acque. Paesi come il Bangladesh, la Cina e l’india pagano un prezzo ambientale e sanitario incredibile per permettere al’industria della moda veloce di produrre abiti a basso costo e dal basso ciclo di vita. Ad esempio, i biologi hanno decretato il Buriganga come biologicamente morto perché incapace di ospitare qualsiasi forma di vita.
Potete trovare il film si diverse piattaforme online, facendovi prendere dallo sconforto. Oppure potete guardarlo in nostra compagnia. In apertura della serata, presentazione del progetto Etico a cura di Officina Immaginata: un’occasione per scoprire alternative sostenibili al mondo del fast fashion.
Sandali della pace.
Sabato 11 maggio presso la Sala CSI (sempre in Via Emilia 69, Imola) presentiamo il progetto Peace Steps
Peace Steps è una cooperativa non profit che produce sandali, borse, cinture e accessori in pelle. E ‘stata fondata nel 2009 nel campo profughi di Kalandia nel quadro di un progetto di Vento di Terra ONG supportato nella sua fase di start up dalla Cooperazione Italiana e da Fondazione Cariplo. Nel 2014 si è trasferita a Hebron, vicino alla Città Vecchia. Questa microimpresa sociale utilizza macchinari italiani e garantisce un ambiente di lavoro adeguato a un piccolo gruppo di palestinesi formati sulle tecniche di pelletteria e sulla gestione d’impresa.
Per spiegare come sia possibile costruire il futuro tra Cisgiordania e Gaza interverrà Serena Baldini di Vento di Terra: non solo Peace Steps, ma anche il turismo responsabile in area C e il gelato sociale a km zero.
A termine dell’intervento sarà offerto ai partecipanti un aperitivo presso la bottega Giusto Scambio di Via Appia 11/13. In questa occasione, sarà possibile acquistare i sandali con uno sconto speciale del 10%.
E’ passato qualche giorno da Rivestiti!, Il festival organizzato a Bologna di cui vi abbiamo parlato qui. Noi ci siamo stati e vi possiamo raccontare quello che ci è piaciuto
Un sacco di gente
Il tempo non era dalla nostra parte ma per fortuna l’affluenza è stata davvero da record. La stima si aggira sui 17.000 visitatori, ma aspettiamo i dati ufficiali. Un festival che grazie all’ostinazione e alla tenacia dei suoi organizzatori sta diventando un punto di riferimento sempre crescente e che fornisce ai visitatori una risposta chiara alle richieste di alternative al mercato del fast fashion.
La partecipazione
Il programma è stato ricco di eventi culturali che hanno coinvolto i partecipanti. Non è stata una fiera, una bella vetrina in cui fare sfoggio di bei prodotti. C’è stato scambio di idee, confronto e partecipazione. Se da un lato la sostenibilità economica di un evento è importante per consentirne il proseguimento, la possibilità di condividere i valori sottesi ai prodotti è ben più importate.
Gli espositori
Non è stato un festival “che si guarda l’ombelico”. Tra gli espositori associazioni del commercio equo, associazioni e aziende che si occupano di recupero di abbigliamento, commercianti privati che hanno prodotti capaci in altro modo di rispondere alle stesse domande. Far coesistere la diversità non è facile ma è la sfida a cui siamo chiamati a rispondere.
Le sfilate
Persone normali, ragazze e ragazzi, donne della politica… insomma passerelle originali che si dimenticano della moda tutta copertina e photoshop e diventano momento di intrattenimento e di comunicazione. Se l’abito è capace di trasmettere qualcosa di chi lo indossa, il messaggio è arrivato forte e chiaro: non vogliamo indossare qualcosa che sia prodotto senza rispetto.