Datteri dalla Palestina: energia per resistere

In Palestina, un dattero non è solo un frutto: è lavoro agricolo, reddito familiare, accesso al mercato e la possibilità concreta per i piccoli produttori di restare sulla propria terra. Oggi, questa filiera ha bisogno di un intervento urgente: realizzare una nuova area per il trattamento termico dei datteri presso lo stabilimento di Gerico e rafforzarne l’autonomia energetica con un impianto solare. Senza questi passaggi, il raccolto rischia di perdere valore e non poter essere commercializzato, mettendo a repentaglio il futuro di intere comunità.

La Campagna

Fondazione Altromercato, in collaborazione con Altromercato, promuove “Datteri dalla Palestina: Energia per Resistere”, un’iniziativa che si inserisce nel progetto Building Hope for Palestine. L’obiettivo è sostenere PARC (Palestinian Agricultural Relief Committee) e Al Reef, partner storici di Altromercato dal 1994, nel completamento della Moon Valley Date Factory, il centro di lavorazione dei datteri di Gerico.

Il progetto prevede:

  • Completamento dell’area per il trattamento termico dei datteri convenzionali;
  • Rafforzamento delle attività post-raccolta con un impianto a energia solare per garantire conservazione, autonomia energetica e sostenibilità.

L’obiettivo di raccolta è di 120.000 euro: una somma che permetterà di proteggere il raccolto, migliorare la conservazione dei datteri e garantire ai produttori palestinesi la possibilità di continuare a lavorare, vendere ed esportare attraverso canali di commercio equo.

Perché i datteri, perché ora?

In Palestina, coltivare la terra non è solo un’attività economica: è un modo per resistere, difendere il proprio futuro e restare sulla propria terra. La filiera dei datteri coinvolge produttori, cooperative, famiglie e lavoratori agricoli che operano in un contesto segnato da occupazione, restrizioni alla mobilità, difficoltà di accesso alle risorse e crescente instabilità.

Con l’avvicinarsi del periodo di raccolta, il completamento delle strutture di lavorazione e conservazione diventa essenziale. Senza adeguati processi post-raccolta, il valore del prodotto rischia di andare perduto, con conseguenze dirette sul reddito dei produttori e sulla continuità della filiera.

Una struttura condivisa per non perdere il raccolto

A Gerico, la Moon Valley Date Factory è il cuore di questa iniziativa. Qui, grazie alla collaborazione tra Al Reef e PARC, si lavora per completare una nuova area collettiva per il trattamento termico e la refrigerazione post-raccolta dei datteri, alimentata da un impianto fotovoltaico. Sostenere questa campagna significa garantire ai piccoli produttori palestinesi un’infrastruttura concreta, dove il raccolto può essere trattato, conservato e preparato per il mercato in modo sostenibile, riducendo i costi energetici e rafforzando l’autonomia economica delle comunità agricole.

Due pilastri per un impegno duraturo

La campagna “Datteri dalla Palestina: Energia per Resistere” si inserisce in un impegno più ampio che unisce:

  1. Risposta umanitaria: per garantire cibo, acqua e beni essenziali alle famiglie palestinesi colpite dalla guerra, dagli sfollamenti e dalla distruzione.
  2. Cooperazione allo sviluppo: per rafforzare filiere agricole, cooperative locali e organizzazioni palestinesi che continuano a produrre, trasformare e commercializzare nonostante l’occupazione e la crisi.

Sostenere questa campagna significa difendere il diritto all’autodeterminazione economica: continuare a coltivare e commerciare in Palestina non è solo lavoro, ma una forma di resistenza civile e non violenta contro l’occupazione e l’espropriazione.

Come contribuire?

Puoi sostenere la campagna con una donazione tramite:

  • Bonifico bancario:
    BANCA ETICA – IBAN: IT09E0501811700000020000232
    Intestato a: FONDAZIONE ALTROMERCATO ETS
    Causale: “Campagna datteri Palestina”
  • Conto corrente postale:
    n. 1058137025 – Intestato a Fondazione Altromercato, Via Roma 61, 39100 Bolzano.

Le donazioni sono deducibili ai fini fiscali (presentando la contabile bancaria o la ricevuta postale).

Dona ora e partecipa concretamente a una filiera di giustizia!

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Vieni in Via G. Mazzini 12, Imola, per saperne di più o per contribuire acquistando i datteri!

SOS ROSARNO – LE ARANCE SOSTENIBILI

Questa settimana vogliamo raccontarvi della realtà di SOS Rosarno, un’associazione che riunisce piccoli contadini, pastori e produttori agrocaseari, braccianti immigrati e attivisti, oltre che piccoli artigiani e operatori di turismo responsabile.

Nel gennaio 2010 a Rosarno, in Calabria, si verificarono violenti scontri tra lavoratori immigrati e cittadini locali. Le cause di questi scontri erano da ricercare nelle condizioni di vita e di lavoro disumane dei lavoratori stagionali, che erano pagati una miseria, costretti a vivere in baracche e fabbriche abbandonate e sottoposti a continue ingiustizie.

In risposta a questi fatti, nei giorni successivi nacque l’iniziativa SOS Rosarno, che si proponeva di mettere in regola i lavoratori stagionali e di promuovere la piccola agricoltura biologica.

SOS Rosarno si basa su tre pilastri: la piccola agricoltura biologica, i prodotti vengono coltivati nel rispetto dell’ambiente e della salute dei lavoratori; la dignità del lavoro, i lavoratori vengono pagati un salario equo e godono di condizioni di lavoro decenti; la solidarietà, il prezzo dei prodotti è trasparente e una quota del ricavato viene destinata a progetti di solidarietà.

È nata così SOS Rosarno, dapprima una campagna, poi un’associazione, ora anche una cooperativa, composta da soci sia italiani che africani, che mette in contatto i piccoli produttori biologici locali con associazioni, botteghe di commercio equo e solidale e gruppi d’acquisto di tutta Italia. 

SOS Rosarno è un esempio di come si possono promuovere la giustizia sociale e l’economia sostenibile. L’iniziativa ha dimostrato che è possibile creare un circolo virtuoso in cui tutti i soggetti coinvolti vincono: i produttori non subiscono più il ricatto della gdo e vedono i propri prodotti ad un prezzo ragionevole; i lavoratori stagionali ricevono compensi adeguati e i maggiori introiti permettono ai produttori di metterli tutti in regola e di garantire la tariffa sindacali; i consumatori comprano per lo stesso prezzo arance, mandarini e clementini da agricoltura etica e biologica. Inoltre una quota del prezzo viene destinata a progetti di solidarietà in tutto il mondo.

Guarda il video e ascolta la storia della cooperativa SOS Rosarno raccontata da Giuseppe Pugliese, uno dei soci.

Anche noi a Imola vogliamo sostenerli, potrete trovare i loro prodotti, come arance, limoni, kiwi, avocado, bergamotto, e tanto altro, nei prossimi giorni ai mercatini cittadini a cui partecipiamo: tutti i mercoledì presso il Centro Sociale di Zolino al Mercato Biologico dalle 15.30 alle 19.00 e i venerdì in Viale Rivalta Slow Food dalle 15.30 alle 18.30. Inoltre potete prenotare i prodotti chiamandoci al numero 0542 27129 (dalle ore 8.30 alle 13.00) e venire nel nostro magazzino in via Emilia 69 a Imola a ritirarli.