3 regole per un turismo responsabile

Agosto per molti è il mese delle ferie. Le fabbriche chiudono, le città si svuotano e ci troviamo spesso incolonnati verso mete di villeggiatura. Benchè alle volte la vita ci costringa a scelte mainstream, possiamo con i nostri comportamenti fare la differenza e portare anche nella vacanza lo spirito alternativo che ci contraddistingue.

Ecco allora una lista di tre consigli per rendere davvero solidale il vostro viaggio

Regola nr1 : Fotografate con prudenza

Nei nostri viaggi capita di vedere mete esotiche meravigliose, paesaggi mozzafiato o edifici maestosi. Fino a qui niente di strano. Il problema ce lo abbiamo soprattutto quando incontriamo gli abitanti di un luogo. La foggia di un cappello ci sembra particolarmente buffa oppure il modo eccentrico che hanno di vestire. Prima di fotografare è buona norma chiedere se la persona ha voglia di essere fotografata. Questa può essere una bella occasione per fare qualche domanda sul posto e scambiare due parole.

Appena tornate, stampare una decina di foto della vostra vacanza. permetterà loro di sopravvivere all’obsolescenza della tecnologia. Per la conservazione, nella nostra bottega a Imola potete trovare bellissimi album fotografici.

Regola nr 2: incentiva l’economia locale

Il settore del turismo può essere un ottimo motore per l’economia di un paese. Per fare sì che ciò avvenga meglio che il denaro che spendiamo per pernotti, cene e ed esperienze come camminate a cavallo o una uscita di trekking possano portare contate nell’economia locale e non essere catalizzati nelle mani di agenzie o  imprese turistiche estere.

Se l’idea del turista fai da te sembra  una opzione troppo estrema, specialmente all’estero, ci sono agenzie interessanti a questo proposito, come  Viaggi solidali oppure Viaggi e Miraggi

Per chi rimane in italia e si accontenta di un semplice week end fuori porta, in bottega potete trovare le EquoTube, una gitf box per soggiorni e turismo enogastronomico dove si privilegiano strutture ricettive atttente all’ambiente, ai prodotti tipici e biologici e all’autenticità del territorio.. Se vi incuriosice la trovate in bottega in centro a Imola, a pochi passi dall’orologio

Regola nr 3: Conosci il posto che vai a visitare

Una vacanza all’insegna del relax non è in contraddizione con una bella esperienza formativa, Prima di partire ci si può informare sugli usi del posto, sulla cultura e magari imparare qualche parola nella lingua del posto.  In questo modo si eviteranno comportamenti sgraditi o gesti che, non intenzionalmente, potrebbero offendere le persone. Ad esempio, se si desidera visitare un luogo di culto, meglio accertarsi di avere un abbigliamento consono all’occasione. A volte basta un semplice foulard a portata di mano per scongiurare imbarazzi ( a proposito avete visto le stole di Oxfam in sari riciclato?)

E tu? Quali regole ti sei dato per rendere il tuo turismo responsabile? Scrivilo nei commenti

Photo by Milada Vigerova on Unsplash

Libri sotto l’ombrellone

Come ogni estate arrivano i consigli per la lettura e anche noi non potevamo essere da meno. Prima di chiudere la valigia fate un salto in bottega per avere qualcosa da leggere sotto l’ombrellone, qualcosa che ci apra la mente e ci spinga ad immaginare un modo diverso e migliore. Qui avete qualche spunto, ma in bottega c’è molto di più, venite a scoprire i nostri libri!

La guida delle libere viaggiatrici – 50 mete per donne che amano viaggiare in Italia e nel mondo di Iaia Pedemonte e Manuela Bolchini

Cosa trovi in questo libro

  • 50 e più idee di viaggi e soggiorni originali, avventurosi, sentimentali, esperienziali, gustosi e – non meno importante – sicuri, responsabili, socialmente utili ed ecologici.
  • Che cosa c’è da fare? Un batik in Senegal, un gioiello in Tanzania, un formaggio slow in Armenia, yoga a Bali, un cammino con i nomadi in Ciad, esercizi di memoria in Bosnia, shopping pizzo free in Sicilia, mosaici a Venezia, balli folk in Piemonte.
  • Itinerari a contatto con la natura selvaggia o l’arte più raffinata, notti in una tenda nel Serengeti od ospitalità in famiglia nel Ladakh. Infiniti piccoli piaceri da sentire, toccare, gustare. E il desiderio di incontrare e conoscere le viaggiatrici e chi ci ospita nel mondo.

Fonte: Altraeconomia

La prossima felicità – Storie di persone libere, resistenti, felici. di Giulia Calligaro

Questo [libro] non è uno spettacolo fatto con le parole, è un pellegrinaggio a cui dovete rispondere (…) altrimenti non cominciate neppure a leggerlo. (…) Fatevi cambiare un poco da questo libro, fatevi cambiare da chi volete voi, ma non restate inerti. (…) Andate dentro la vostra vita per sfondarla, per vedere dove può incrociare la vita degli altri, non vi stancate mai di credere che questo è il nostro compito più importante: sentire che il mondo ha bisogno di te, e poi di noi. Serve un noi per evitare di spendere 15 milioni al giorno in armamenti. Serve un noi per una nuova civiltà agraria che rimetta in servizio le terre abbandonate e i paesi avviliti dallo spopolamento. Servono i resistenti e una collana che li tenga assieme. Questo libro allora è solo l’apertura di un cantiere che non deve scavare gallerie ma costruire ponti, incentivi agli incontri necessari. In fondo la Terra è questo: un luogo per incontrarsi”.

DAL TESTO DI FRANCO ARMINIO

Fonte: Altraeconomia

Zero rifiuti Manuale di prevenzione e riuso per una vita e un’economia senza scarti di Marinella Correggia

Manuale di pratiche individuali e collettive per prevenire i rifiuti, cambiare la propria vita e l’economia
Una casa senza pattumiera, una città senza discarica. Si può fare!Questo manuale spiega perché prevenire è meglio che smaltire: tutte le pratiche individuali e collettive per una vita senza monnezza. La sfida oggi non è solo riciclare, ma “prevenire” i rifiuti: ridurre o azzerare gli scarti e sostituire oggetti di vita breve con beni durevoli.E, come Gandhi, diventare “spazzini di noi stessi”, in casa o in ufficio. Prefazione di Paul Connett e Rossano Ercolini, storici esponenti della strategia Rifiuti Zero.

Fonte: Altraeconomia

Foto di copertina: Annie Spratt on Unsplash

Frutta secca!

E’ tornata in auge nelle diete per l’estate la frutta secca. A decantare le proprietà di un cibo tanto antico si passano le ore. Contiene infatti grassi monoinsaturi e polinsaturi che permettono di contrastare il colesterolo cattivo, è ricca di vitamine e minerali che solitamente non si assumono con altri alimenti . Se ne raccomanda un consumo giornaliero di 40 grammi ,è ideale come snack mattutino oppure come elemento importante nelle diete vegetariane e vegane.

Vediamo alcuni prodotti che potete trovare in bottega

Mandorle di Sicilia

mandorle di sicilia

Le mandorle pelate di Sicilia Bio di Altromercato sono ad alto contenuto di vitamina E, fosforo e magnesio.

La vitamina E contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo. Il fosforo contribuisce al normale metabolismo energetico. Il magnesio contribuisce alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento,al normale funzionamento del sistema nervoso, alla normale funzione muscolare

Il progetto sociale che è dietro a questo prodotto è a sostegno dell’economia carceraria grazie alla cooperativa L’arcolaio. Nata a Siracusa nel 2003, l’Arcolaio è una cooperativa sociale di tipo B con lo scopo primario di offrire percorsi qualificati di reinserimento sociale e lavorativo ai detenuti della Casa Circondariale di Siracusa. All’interno del laboratorio si tostano e confezionano le mandorle, ingredienti tipico della zone, paste di mandorle e altre prelibatezze della Sicilia Sud-orientale.
L’Arcolaio lavora per sviluppare questa impostazione educativa. L’impegno costante nel proporre nuovi sviluppi ha due finalità, da un lato si vuole offrire un’alternativa concreta ai detenuti e dall’altro si vuole far muovere le istituzioni sia nel locale che in un contesto più ampio.

fonte: Altromercato

Noci dell’Amazzonia

La noce Amazzonica, chiamata localmente castaña, cresce in modo spontaneo nella foresta Amazzonica e viene raccolta nel periodo delle piogge, da gennaio a marzo circa. Gli altissimi alberi possono raggiungere i 50 metri e hanno un ruolo essenziale nella conservazione della foresta Amazzonica. La capsula del frutto (che assomiglia al guscio della noce di cocco) si gonfia per le piogge e cade a terra; a questo punto ci vuole l’aguti, un grosso roditore della foresta, per aprire la capsula che contiene 10-12 preziose noci. I castaneros aprono infine la capsula con il machete e raccolgono le noci. Sono circa 150 i produttori biologici certificati di Candela che vivono nella regione di Madre di Dios, e nel periodo delle piogge si trasferiscono nella foresta, creando accampamenti per raccogliere le noci. Grazie all’impegno a favore del biologico, i produttori di Candela contribuiscono a conservare la foresta e il suo grande valore ambientale e sociale. Le noci dell’Amazzonia sono assolutamente spontanee e molto ricche di selenio, un potente antiossidante, e proteine vegetali.  Le noci vengono infine trasportate all’impianto di lavorazione di Puerto Maldonado, costruito in base a criteri di efficienza e sostenibilità ambientale.

fonte: Altromercato

Foto: Abhishek Shintre on Unsplash

Per principio

Non ci si fa mai abbastanza caso, ma ciò che usiamo quotidianamente, ciò che mangiamo, ciò che compriamo, ha uno processo lungo prima di arrivare nelle nostre mani. Le informazioni che ci arrivano su chi lo ha confezionato, lavorato, modificato e a volte coltivato non esisono o sono frammentarie, come altrettanto trasparenti le condizioni in cui tutto questo avviene.

E’ normale che sia così? Per come siamo abituati, forse sì. Ma non è una condizione natuale, semplicemente una convenzione. Forse sarebbe corretto che i consumatori sapessero cosa succede nel processo produttivo di un bene, perchè sono corresponsabili del benessere o dello sfruttamento.

Ricordare i 10 principi del commercio equo e solidale permette a noi di fare acquisti più consapevoli e attenti e ci garantisce di quello che c’è dietro.

  1. Pagamento di un prezzo equo per un salario dignitoso
  2. Relazioni commerciali di lungo termine per avere una stabilità di reddito
  3. Pagamento anticipato per chi non ha accesso al credito
  4. Trasparenza e verificabilità delle condizioni di lavoro
  5. Sviluppo delle competenze per introdurre nuove tecnologie
  6. Informazione e sensibilizzazione
  7. Pari opportunità per uomini e donne
  8. Condizioni di lavoro corrette e sicure, come per orari di lavoro dignitosi e ambenti salubri
  9. Rispetto dei diritti dell’infanzia
  10. Rispetto dell’ambiente .

Sei sicuro che ciò che compri rispetti questi principi?

La nutraceutica nel piatto

Continuano gli appuntamenti per il Circolo del Cibo. In estate il caldo si fa sentire e preferiamo pasti più leggeri e freschi. Abbiamo colto la bella stagione per proporvi una Cena Nutraceutica giovedì 25 Luglio ore 20.30 al ristorante Le Bistrot di Dozza.

Ma che significa Nutraceutica??

La nutraceutica è un neologismo derivante dall’unione tra nutrizione e farmaceutica. I nutraceutici sono tutte quelle sostanze naturali che l’industria farmaceutica utilizza per produrre integratori a partire dai principi attivi degli alimenti. Preparare correttamente cibi di qualità (e a Km zero) senza perdita di principi attivi in cucina, consente di ottenere già ottimi nutraceutici da un qualsiasi piatto del nostro menù quotidiano!  Il menù della serata sarà presentato dalla Nutrizionista Paola Bongiovanni, che lo ha ideato attingendo ai prodotti del Commercio Equo E solidale. La realizzazione invece è a cura del ristorante Le Bistrot di Dozza, con il quale il rapporto è ormai consolidato la relazione con il Circolo del Cibo

Il Menù

  • Benvenuto con estratto di frutta e verdura + cruditè vegetali
  • Antipasto: Insalata di baccalà marinato servita su crema di pomodorini gialli, melone e curry
  • Primo: Ravioli con sfoglia integrale (Az. Agricola Zecchinelli) ripieni di patate, scarola, parmigiano e za’tar serviti con erbe aromatiche
  • Secondo: Polpo al vapore servito su vellutata di patate dolci e lenticchie accompagnato da ceci e coriandoli di verdure
  • Dessert: Sorbetto alla pesca con granella di frollini al thè verde e bergamotto

Cestino di focaccia con farina integrale bio (Az. Agricola Zecchinelli) , allo za’tar, Ceckers alla canapa, alla curcuma e all’olio di Altromercato e i taralli di Libero Mondo

A tavola saranno serviti a richiesta Vino Centopassi Bianco e Rosso, birra Agricola Ticinensis bionda e rossa e

Costo della cena: 30.00€ tutto compreso
(bambini 6-12 anni 15€, sotto i 5 anni 10.00€)
Prenotazione obbligatoria ai seguenti numeri
Le Bistrot 0542- 672122 chiuso martedì tutto il giorno, lunedì e mercoledì a pranzo
Ass.ne San Cassiano 0542 – 27129 dal lunedì al sabato dalle 8 alle 12

Gingerito per l’estate

Gingerito è una soda al ginger dall’alto potere dissetante fatta con estratto di zenzero, noto per le proprietà corroboranti e benefiche. Scopri con noi la storia dei produttori

La storia di Coopecañera

L’ingrediento principale del Gingerito è lo zucchero, chre proviene dal Costa Rica grazie alla tenacia e alla costanza dei suoi fondaltori.

Nei primi anni di attività Coopecañera ha superato numerosi ostacoli, come l’iniziale incapacità di lavorare tutta la canna da zucchero portata piccoli produttori. Col tempo si riuscì a portare la capacità di lavorazione a livello della produzione agricola, a contenere i costi fissi e a migliorare i profitti. Coopecañera lavora adesso per stabilire la migliore relazione possibile coi coltivatori di caña. I progetti futuri di aumento della capacità tecnica e di diversificazione commerciale rientrano in questa logica, necessaria a irrobustire la filiera equa e solidale. Storia La nascita di Coopecañera avvenne nel maggio del 1972. Lo scopo principale era allora di riuscire a ridurre i costi di trasporto della canna da zucchero verso le fabbriche dove veniva lavorata. I primi anni di sforzi furono premiati dall’acquisto di uno stabilimento per la lavorazione nel 1977. Seguì un periodo difficile, a causa dell’incapacità dello stabilimento di sostenere tutta la produzione dei soci: la direzione fu interamente rinnovata, e col tempo si riuscì a portare la capacità di lavorazione a livello della produzione agricola, a contenere i costi fissi e a migliorare i profitti. La metà degli anni ’90 portò nuove difficoltà dovute alla scarsa quantità e qualità della canna da zucchero, oltre che dalla concorrenza feroce di altre aziende. I problemi si risolsero grazie a un prestito ottenuto dalla cooperativa, che rapidamente riportò la produzione a livelli soddisfacenti. Iniziando con il 2005 Coopecañera esporta direttamente al prezzo minimo del fair trade.  

Perfetto per preparare un aperitivo diverso dal solito, magari aggiungendo succo di limone o arancia. Provalo con vino bianco e ghiaccio: regalerai un tocco esotico al più classico degli spritz. 

La trovi in bottega fino al luglio con uno sconto del 15%: affrettati

Fonte: Altromercato

Dissetati con g(i)usto!

La calura estiva ci impone di bere tanta acqua, ma alle volte preferiamo qualcosa di più gustoso. Per non ricadere sulle classiche bibite artefatte e piene di zuccheri, il commercio equo propone tante dissetanti alternative, ricche anche di valore sociale. Andiamo a scoprirne alcune con la promozione Fair&Fresh

Frutti rossi di sicilia

Il succo Frutti Rossi di Sicilia nasce dall’incontro tra la naturale e dolce freschezza dell’Arancia Rossa e le molteplici proprietà organolettiche e nutrizionali del Fico d’India, dell’Uva Rossa e della Melagrana.

Dedicato a Beppe Montana, commissario di Polizia a capo della Squadra Catturandi di Palermo, vigliaccamente ucciso in un agguato mafioso il 28 giugno 1985.

Ingredienti: succo di Arancia Rossa (25%), acqua, zucchero, succo di Fico d’India (5%), succo di Uva Rossa (5%), succo di Melagrana (3%), carota nera, rosa canina.

Non contiene conservanti, né coloranti.

Dal sito di Libera terra

Il Nettare di frutti di bosco

Contiene i migliori prodotti della foresta: mirtillo rosso, mirtillo nero, lampone, mora, corniolo e sambuco, vengono spremuti a freddo e donano una purea con oltre il 40% di frutta. Non contiene conservanti, coloranti e sostanze aromatizzanti ed è dolcificato esclusivamente con zuccheri naturali della frutta (succo concentrato di mela).  I mirtilli provengono dalla  cooperativa Insieme, fondata nel maggio 2003 a Bratunac, una piccola località a pochi km da Srebrenica sul confine tra Serbia e Bosnia Erzegovina. Con il  Progetto “Lampone per la Pace” è stato possibile riunire le famiglie più deboli (vedove, madri con figli, famiglie disoccupate, famiglie con più di tre figli) e offrire loro la possibilità di coltivare dei mirtilli come mezzo di sussistenza di lungo periodo. Dopo due anni di analisi dei bisogni, è stata fondata la cooperativa per fornire piante di lamponi e assistenza tecnica alle famiglie e creare una fabbrica dove conservare i lamponi e altri frutti di bosco come more e mirtilli. I frutti di bosco costituiscono una produzione tipica della zona da oltre cinquant’anni.

Dal sito di Altromercato

I prodotti in promozione non finiscono qui, anche The break, Gingerito, Guaranito, Le birre Morosina e i prosecchi  Quorum e Genesis. Ti aspettiamo in bottega

Si fa presto a dire caffè.

Uno dei prodotti cardine del commercio equo e solidale è sicuramente il caffè. Nasce per contrappasso dalla storia che lo ha caratterizzato tra Seicento e Settecento, quale prodotto coloniale imposto,  come tante altre colture,  per ottenere grandi latifondi di monoprodotto da esportare e vendere in Europa.

Uno dei  fornitore di Caffè per altroMercato è ACPCU, Ankole Coffee Producers Cooperative Union, riunisce i piccoli produttori di caffè dei villaggi che si trovano nella zona sud occidentale dell’Uganda,

“Grazie alla scelta dei soci di ACPCU di produrre caffè biologico e alla grande attenzione alla qualità, i contadini ora hanno un reddito sicuro e dignitoso. Mentre prima venivano fortemente sfruttati a sopravvivevano grazie a un’agricoltura di sussistenza, ora i soci delle 20 cooperative possono usufruire di numerosi benefici. Anche nei villaggi più remoti sono state costruite scuole elementari e i bambini (di media 5/7 a famiglia) non devono più vivere lontano dalla famiglia per andare a scuola, come avveniva in passato per chi se lo poteva permettere. Il sovrapprezzo pagato dal Commercio Equo e Solidale è servito per costruire una piccola clinica in cui un medico visita la popolazione e segue alcuni progetti specifici per combattere la malaria e prevenire la diffusione dell’Aids. Molte case di argilla sono state sostituite da case di mattoni con un tetto e sono state costruite finalmente delle strade. I contadini vedono che ogni giorno la loro vita cambia e possono sperare nel futuro.”

Altromercato

La varietà di caffè che abbiamo in bottega cerca di coprire le diverse richieste di un prodotto così semplice ma che richiede filosofie diverse per consumarlo

Un grande classico: la moka.

Nella cultura italiana il punto di partenza della storia del caffè è la moka. Il gorgoglio del caffè che risale e il profumo avvolgente che si diffonde per la cucina. Richiede 10 minuti di preparazione e qualche minuto per sorseggiarlo, che sembra siano diventate tempi biblici se paragonati ai caffè che si ottengono con le moderne macchine domestiche. Gli amanti del caffè vintage, insomma possono spaziare tra:

  • Miscele Classica (Arabica), Pregiata o intensa che hanno confezioni colorate e riciclabili e un ottimo rapporto qualità/prezzo.
  • Monorigine, da Etipia, Nicaragua e Messico
  • La linea BIO, sia nella variante Arabica che Decaffeinato

Per i sofisticati: il caffè in grani

 È la fusione perfetta dei frutti etiopi dolcemente tostati, con quelli dell’America Latina. Una soluzione perfetta per chi ama macinare il proprio caffè al momento, consentendo di esprimere al massimo il suo potenziale aromatico. Sentirai un gusto corposo ed equilibrato caratterizzato sul finale da una lieve nota agrumata.

Altromercato

Per i frettolosi

Non tutti vivono il caffè come un rituale lento, di attesa. Per chi preferisce la praticità di una macchina del caffè e abbiamo alcune soluzioni:

  • Compatibili con macchine per Nespresso ad uso domestico
  • Cialde Monodose, sia nella linea Miscela che nella linea Bio
  • Solubile, monorigine provenite dalla Tanzania

E tu, di che caffè sei?

Colori d’estate

Finalmente la bella stagione si è decisa presentarsi. Possiamo finalmente fare il cambio di stagione e chiudere nell’armadio le giacche pesanti e scure. Per portare colore al nostro outfit ,senza dimenticare l’importanza di un prodotto etico, ecco due esempi

I was a sari

Vi piacciono questi foulard di seta? Beh hanno colori meravigliosi perchè sono tradizionali sete indiane

Cercando di dare risposta a questa domanda è nata I was a sari, una impresa sociale indiana che si occupa dell’inserimento lavorativo di donne svantaggiate. In india infatti le donne sono vincolate a convenzioni sociali che ne limitano le libertà. Grazie a questo progetto di upcycling del loro tradizionale abito, per trasformarlo in sciarpe, stole e borse, è possibile dare lor un lavoro e contribuire, con gli utili generati, a migliorare le condizioni di vita della comunità.

Ventagli

Per farsi aria nelle afose giornate d’estate è utile avere in borsetta un buon ventaglio. Questi sono tutti diversi e provengono da un progetto in Indonesia. Le stoffe sono batik di cotone decorati e le stecche sono di legno e cocco. Questi ventagli sono un connubio di sostenibilità e recupero

Tomato Revolution: lavoreresti per 4 euro all’ora?

Parte oggi fino la campagna promossa da Altromercato per fare conoscere una filiera biologica, legale e trasparente della conserva del pomodoro.  Un piatto di pasta può contrastare il caporalato? Noi crediamo di sì.

Balzano ciclicamente agli onori della cronaca episodi di caporalato, come ad esempio la strage di braccianti che ci fu nel 2016 a seguito di un incidente stradale

Fece molto clamore anche l’omicidio di Soumayla Sacko, bracciante irregolare, freddato perchè si era introdotto in una fabbrica abbandonata per rubare lamiera con cui costruirsi una baracca in una tendopoli.

E’ stata resa nota qualche giorno fa una indagine della Polizia di Terracina a seguito di denunce di alcune donne braccianti di origine indiana per sfruttamento, minacce e molestie sessuali. Il loro compenso è 4 € all’ora per un massimo di 18 euro al giorno, con turni che durano l’intera giornata. Una condizione che nessuno di noi sarebbe disposto a subire.

Le condizioni di sfruttamento e degrado in cui esseri umani sono costretti a lavorare e a vivere possono essere inquadrate a pieno titolo come forma di schiavitù. La presenza di queste sacche minaccia l’intero comparto agricolo e i diritti dei lavoratori regolari,  innescando una guerra di prezzi al ribasso dove anche la qualità del prodotto rischia di essere travolta.

Secondo il Rapporto dell’ispettorato Nazionale del lavoro, nel 2016 in Italia il tasso di lavoratori irregolari si aggira sul 50% e questo genera danni economici fino a 3.6 miliardi di euro.

A complicare ulteriormente la situazione, restando sulla filiera del pomodoro, solo un quarto del pomodoro con cui si realizzano passate e concentrati proviene dall’Italia, e una fetta equivalente proviene dalla Cina. L’impatto ambientale che genera il trasporto
di un prodotto abbondantemente disponibile è ingiustificato.
Come può un prodotto, il cui costo di trasporto ha una incidenza notevole sul prezzo finale, essere ancora competitivo  con il prodotto nazione? Come viene prodotto? A quali condizioni? Quali sono le caratteristiche organolettiche di un prodotto coltivato così? In sostanza: cosa ci mangiamo?

Un segnale può partire da noi, smettendo di acquistare secondo una logica al ribasso, ma valorizzando i prodotti che tutelano e garantiscono i diritti dei lavoratori.
Per sostenere la questa causa passa in Bottega e vieni a conoscere la promozione in occasione della Tomato Revolution

Foto: Avvenire