ZUCCHERO DOLCE AMARO

L’esperienza del Panay Fair Trade Center nelle Filippine

PFTC è un’organizzazione che pratica un commercio equo e solidale “collegato alla lotta dei popoli per la sovranità nazionale e la democrazia”. Essa promuove il Commercio Equo e Solidale sia per permettere ai lavoratori e ai piccoli produttori di svolgere un lavoro dignitoso, sia come strumento di pressione per dare visibilità a temi politici e sociali, verso uno sviluppo democratico e sostenibile.

Dopo vent’anni di lavoro PFTC ha creato la Fair Trade Panay Foundation, specializzata nel lavoro di sviluppo e advocay, cioè pressione sulle autorità e promozione dei diritti civili. Argomento fondamentale nel contesto filippino in cui i giornalisti, le persone che operano nel sociale sono spesso minacciate e in casi estremi uccise o eliminate. PFTC ha dovuto vivere in prima persona questo trauma: nel 2014 Romeo Capalla, il Presidente di PFTC, è stato assassinato e nel 2009 Maria Luisa Posa Dominado e Nilo Arado, due collaboratori sono misteriosamente “scomparsi”.

Qui sotto trovate un video di 21 minuti che presenta l’esperienza di PFTC, ma anche la situazione difficile in cui si trovano in un clima di perenne tensione e di rischio per la vita di chi lavora in difesa dei diritti dei piccoli produttori.

L’ultimo attacco è avvenuto il 27 dicembre scorso, e anche dal video traspare la preoccupazione delle persone; nel video per questioni di incolumità non compare Angel, il direttore di PFTC, che vive nella sede di PFTC perché teme per la sua incolumità e di chi viaggia con lui. Ecco la frase che Ruth dice alla fine del video:
Lavoriamo per uno scopo e questo è evidente:
aiutare la gente povera attraverso il commercio equo.
Ma abbiamo anche una domanda più radicale in cui crediamo:
cercare di trovare una soluzione al problema della povertà.
Vogliamo progettare per davvero un mondo più giusto ed equo
A questo serve il commercio equo: è un modo per sostenere con forza la nostra richiesta di un profondo cambiamento
Proprio per ricordare l’impegno di Ruth e di tutte le donne che lottano e si impegnano nel commercio equo e solidale, il video viene ufficialmente condiviso oggi. Guardate il video e condividetelo con i vostri soci/volontari, attraverso Facebook o la vostra mail: far conoscere quello che avviene è uno dei modi che abbiamo per non far cadere tutto nel dimenticatoio.